“Atlante di Mnemosyne”

Uno spazio espositivo interamente rivestito di carta bianca, pronto a trasformarsi in una seconda pelle, in un diario collettivo e in un vero e proprio labirinto della memoria. È il cuore di “Un Atlante di Mnemosyne”, un progetto artistico corale che vede protagonisti circa quaranta studenti della classe 2^E e 5^C indirizzo arti figurative del Liceo Artistico Galvani di Cordenons.

L'opera è stata presentata ufficialmente al pubblico presso la Sala Pizzinato di Casa Zanussi (Centro Cultura Pordenone).

Atlante Mnemosyne - Casa Zanussi

L'iniziativa nasce da un'intuizione con Rosmunda (al secolo Maria Bressan, artista visiva, illustratrice e muralista, nonché orgogliosamente ex studentessa dello stesso liceo). Dal punto di vista concettuale, l'intera operazione affonda le sue radici nel pensiero di Aby Warburg (1866–1929), celebre storico dell'arte e critico culturale che ha rivoluzionato lo studio delle immagini. Warburg ha dedicato la sua esistenza al concetto di Nachleben (la sopravvivenza dell'antico nel mondo contemporaneo), dimostrando come i simboli, le posture e le espressioni visive del passato non svaniscano mai del tutto. Al contrario, restano impressi nella memoria collettiva — personificata da Mnemosyne, la dea della memoria — pronti a riaffiorare nel presente carichi di energia emotiva. Nel suo monumentale e incompiuto Atlante di Mnemosyne, lo studioso accostava su pannelli neri opere d'arte di epoche diverse per rintracciare i fili invisibili e le cosiddette Pathosformeln (formule del pathos), capaci di raccontare le tensioni universali dell'uomo, dalla gioia alla disperazione.

Atlante Mnemosyne - Casa Zanussi2

Sotto la guida di Rosmunda, la complessa teoria di Warburg si è trasformata per i ragazzi del Liceo Galvani in un’esperienza laboratoriale e spontanea. Gli studenti, divisi per aree tematiche ispirate alle forme di pathos studiate da Warburg, hanno dapprima selezionato e affisso riproduzioni d'arte del passato in sintonia con specifiche emozioni.

Quindi, attraverso linguaggi espressivi immediati e istintivi, come il collage e il disegno automatico, i ragazzi hanno dialogato attivamente con lo spazio.

Atlante Mnemosyne - Casa Zanussi3

Il risultato è un'installazione immersiva di grande impatto, in cui la storia dell'arte dialoga con il presente al di fuori di ogni rigidità accademica, in cui si dimostra come i fili invisibili delle cosiddette Pathosformeln (formule del pathos) attraversano anche questa generazione, che guidata con sensibile attezione e sapienza può ripetere ancora, all'immagine: "Tu vivi e non mi fai male".