100/100 - 2026

Tutto finisce, persino gli esami.

Almeno fino al prossimo giro di giostra.

I dati finali ci dicono che abbiamo preso 78. Infatti mediamente la valutazione finale della scuola è pari a 78,06. Poi, per chi ama le statistiche, si evidenzia come più della metà degli studenti (il 52,4%) si attesta in una votazione compresa tra 71 e 90, contro una media "storica" nazionale del 47,3% e regionale del 46,4%.

E quest'anno poi abbiamo l'1,2% di lodi!

Al netto delle eccellenze, quindi, metà scuola raggiunge un livello globale di preparazione e maturità di buon livello: chi vive scuola da dentro sa il percorso quotidiano di questi anni che è servito per arrivare a questo risultato. 

Ma la statistica molte volte ci mostra quel che è interessante fino a un certo punto e nasconde proprio le cose più belle.

Io so.

E le singole storie restano riservate. Storie di discussioni e sorrisi e lacrime; e immagino che ancora oggi, davanti a questi numeri buttati lì, nella discreta solitudine tardomoderna del registro elettronico, qualcuno avrà sorriso, qualcuno si sarà innervosito, qualcuno avrà saputo leggere dentro quel numero la storia del gioco degli esami, qualcuno non avrà avuto voglia di farlo.

Storie di ragazzi e ragazze, ma anche di docenti - compresi i commissari interni ed esterni e i presidenti che qui ringraziamo del lavoro svolto con attenzione e umanità - di famiglie, di sfide e problemi che a diciotto anni talvolta son ben più grandi e complicati delle solite storie di scuola. Storie di una scuola che ogni volta sceglie di non voltarsi dall'altra parte e provare a costruire insieme qualcosa che risponda alla domanda, che fare? 

Storie di qualche figliol prodigo e di fiducia, anche: una fiducia che è speranza, tante volte, che come istituzione dobbiamo mantenere anche quando tutti attorno sembrano averla perduta. Perché dall'Eneide in poi in ogni storia c'è, proprio nel cuore, una discesa agli inferi e una notte buia che bisogna attraversare.

E la scuola, e il diploma, aiuta.

E adesso, fanciulli e fanciulle, c'è solo un consiglio che voglio lasciare: scappa! 

E di corsa! 

Scappate incontro alla vita, perché so che in questi anni qualcosa anche il Galvani ve l'ha lasciato addosso per rendervi pronti alle sfide e alle gioie che verranno. 

Ce lo raccontano i nostri tre 100 (e una lode): 

Davide Giroldo, classe 5^E indirizzo Grafica: "La scuola oltre che luogo di studio e di acquisizione nozionale è il maggior responsabile della formazione sociale e relazionale. Questo è stato per me la scuola e l’ambiente scolastico: esperienza di vita utile per la realtà dopo il diploma." 

Giroldo

Emily Battiston classe 5^A indirizzo Architettura e ambiente: “Nel momento in cui mi trovo a chiudere questo importante ciclo scolastico, sento che il mio percorso mi ha preparato a fare una scelta consapevole per il mio futuro. 
Vorrei ringraziare di cuore coloro che mi hanno accompagnata in questi cinque anni, dai professori del biennio e del triennio ai miei compagni di classe: anche grazie a loro, oggi sono pronta ad affrontare ciò che mi aspetterà con autonomia, sicurezza e determinazione.
Osservare creazioni architettoniche di grande valore estetico e progettuale mi ha sempre lasciata affascinata e questa scuola mi ha permesso di rendere concreto quello che era il mio sogno di fare architettura, che porterò avanti anche all’università.
Il percorso scolastico di questi cinque anni mi ha permesso di maturare sia sotto il punto di vista formativo che personale: porterò con me non solo tante conoscenze ma anche tanti bei ricordi.
La scuola e anche la vita fuori scuola con i miei compagni di classe, perchè in fondo sono diventati dei compagni di vita, hanno avuto un forte impatto sulla mia concezione della vita stessa.
Credo fortemente che la sensibilità e la capacità di cogliere la bellezza nelle piccole cose, sviluppate anche grazie a questo liceo, non sono state fondamentali solo per la mia crescita, ma lo saranno anche per il mio futuro percorso nel mondo dell'architettura.”

Battiston

Sophia Margherita Piazza, classe 5^D indirizzo Design: "Questi anni sono stati molto più di un semplice percorso di studi: sono stati un laboratorio di pensiero in cui ho forgiato la mia identità, imparando che il rigore e la sensibilità sono strumenti indispensabili per leggere la complessità del mondo. Porto con me un bagaglio di lezioni umane ed emotive che custodirò gelosamente mentre mi preparo a voltare pagina, pronta a intraprendere la facoltà di Giurisprudenza a Padova con la stessa passione e determinazione che ho coltivato fin qui."

piazza 5D

Io aggiungo un bonus, visto che Pavese ahimé è risultata la traccia meno scelta a livello nazionale dagli studenti, perché se è vero che per attraversare cinque anni di artistico serve disciplina e volontà, è anche vero che ogni giorno abbiamo vissuto insieme "irrequieti e insaziati / sempre portando nel cuore / l’amore disperato / verso tutte le cose."

"Ascolteremo nella calma stanca"

Ascolteremo nella calma stanca
la musica remota
della nostra tremenda giovinezza
che in un giorno lontano
si curvò su se stessa
e sorrideva come inebriata
dalla troppa dolcezza e dal tremore.

Sarà come ascoltare in una strada
nella divinità della sera
quelle note che salgono slegate
lente come il crepuscolo
dal cuore di una casa solitaria.
Battiti della vita,
spunti senz’armonia,
ma che nell’ansia tesa del tuo amore
ci crearono, o anima,
le tempeste di tutte le armonie.

Ché da tutte le cose
siamo sempre fuggiti
irrequieti e insaziati
sempre portando nel cuore
l’amore disperato
verso tutte le cose.