Lettera n. 2 del Dirigente Scolastico - ottobre 2020

Amici, studenti, famiglie, prestatemi orecchio.

Serve provare a sorridere, quindi passatemi il gioco con la citazione. Attorno, lo sappiamo, i numeri aumentano e con questi le incognite e le paure. Intanto le prime settimane di scuola sono passate e mi sembra giusto fare un veloce bilancio di come stiano andando le cose. Prima di tutto mi scuso se non sono ancora potuto restare un po’ nelle classi a conoscervi e parlare con voi, ma a mia discolpa mai come quest’anno è la semplicità che è difficile a farsi.

Cerco di riassumere la situazione.

Per ora mi pare che la situazione, in termini di sacrifici, abbia una sua ragionevole sostenibilità per tutti: dobbiamo temo aspettarci nuove restrizioni, certo, e consiglio a tutti di mantenere la mascherina indossata più tempo possibile, anche seduti al banco; ma all’interno di scuola da subito abbiamo fatto sacrifici, lo so bene, e ancora una volta le studentesse e gli studenti del Galvani non deludono: del resto ci avevo scommesso già in estate, quando la progettazione della ripresa sembrava un rebus irrisolvibile. 

A questo aggiungo il ruolo delle famiglie, fin qui scrupolose e attente, coscienziose e consapevoli che quest’anno saremo tutti equilibristi tra le esigenze di prudenza e sicurezza e le innegabili esigenze di una scuola in presenza. A queste chiedo di non usare il telefono per richieste di informazioni sui vari malesseri che fronteggiamo: l'importante è rivolgersi al proprio medico e seguirne le istruzioni. Io al massimo posso dire di restare a casa un giorno in più per prudenza. Per ogni cosa potete contattarmi alla mail enrico.quattrin@liceoartisticogalvani.edu.it e proverò a rispondere a tutti.

Grazie, quindi, a tutti voi: continuiamo così, con responsabilità e delicatezza di ballerine. 

Ora vediamo cosa possiamo migliorare.

Da parte mia il grosso del lavoro ora è riuscire a passare all’orario pieno con i rientri. Non riusciremo a farlo neanche per la settimana prossima, quindi vi chiedo la pazienza di aspettare il 19 ottobre. Il passare ad orario pieno porta con sé anche la piena funzionalità dei laboratori, per i quali i docenti hanno elaborato gli opportuni regolamenti. Se sul versante docenti siamo quasi al completo, stiamo in questi giorni provvedendo a completare la squadra degli assistenti tecnici e collaboratori scolastici: penso che mai come quest’anno il loro ruolo - sempre preziosissimo - debba essere riconosciuto da tutti, perché se i locali e gli ambienti saranno perfettamente puliti e igienizzati lo dovremo al loro lavoro.

Stiamo anche provvedendo a rinnovare in parte le dotazioni informatiche e le infrastrutture di rete all’interno dell’edificio, in modo da poter a breve sperimentare forme di didattica digitale  integrata anche per quegli studenti che dovessero, per prudenza, assentarsi più del consueto; non è una procedura prevista esplicitamente dalle linee guida, ma mai come quest’anno sarà bene stringerci a poche semplici idee. La mia semplice idea è quella di una scuola dove chiunque si senta al sicuro, sicuro di poter imparare.

Restano le note problematiche legate ai trasporti: credo che qualche miglioramento sarà possibile ma ammettiamo che questa è una criticità da sempre, sarebbe utopistico che si risolvesse proprio ora. A quanto mi risulta, anche grazie al ruolo di studenti e famiglie, ora l’uscita è sufficientemente gestibile. 

Resta, studentesse e studenti, ovviamente il problema di come vi comportate per strada e sui mezzi, e nella vostra vita privata ma per quello ho solo una cosa da dirvi: responsabilità. Tra l'altro il DPCM ora prevede chiaramente l'uso della mascherina anche all'esterno, quindi mi aspetto di vedervi per strada adeguatamente mascherati: tra l'altro i vostri occhi intelligenti brillano di più! 

Se poi pensate di osservare le regole solo all’interno della scuola, per dimenticarle fuori dal cancello, semplicemente perché non c'è sorveglianza, forse dovremo riprendere alla radice il discorso sulla cittadinanza. Qualsiasi procedura, qualsiasi regola, qualsiasi decreto non ha il potere di modificare il comportamento dei cittadini, specie in tempi così brevi, se questi non acquisiscono consapevolezza degli obiettivi della regola stessa. E l’obiettivo è prenderci cura gli uni degli altri e, non ultimo in ordine di importanza, continuare a poterci guardare negli occhi tutte le mattine. Personalmente vi propongo ancora una volta di valutare, insieme ai vostri genitori se siete minorenni, di installare l’app “Immuni”: sareste in grado, se ve lo domandassi, di indicarmi tutte le persone con cui siete stati a contatto nelle ultime 48 ore? E se vi trovaste ad essere positivi, non vorreste avere modo di dire a tutte queste persone: fai attenzione amico. Io sì, quindi pensateci.

Ritorno sui trasporti per chiarire un punto delicato che sta emergendo in questi giorni: sono a conoscenza che gli orari di arrivo al mattino possono avere dei ritardi, e ho infatti chiesto ai docenti di manifestare la dovuta comprensione. Non vorrei mai assistere però a qualcuno che pur arrivando pienamente in tempo si attarda all’esterno: non è solo un venir meno ai precisi doveri scolastici, e già sarebbe abbastanza, ma un vero schiaffo in faccia alla fatica, non poca vi assicuro, che l’intero personale della scuola sta facendo per offrirvi il meglio che possiamo. Ultimamente mi capita di riassumerlo così: stiamo ogni giorno inventando da zero la ruota. Continueremo quindi a segnare i ritardi brevi anche per trovare su questo punto la collaborazione delle famiglie: è importante che già a partire dalle 8,10 il flusso di ingresso si avvii per rispettare i calcoli sugli affollamenti, e stare più sicuri.

Mi dispiace chiudere con rimproveri e raccomandazioni, ma dobbiamo sempre ricordarci che la situazione è preoccupante, ogni giorno di più. Talvolta sembra di essere assediati dalle cattive notizie, con uno stillicidio di casi in aumento tutto attorno a noi. Sarà bene mettercelo in testa: quando i positivi arriveranno gestiremo la situazione. Non ci serve panico, non ci servono polemiche, non ci serve sprecare neanche una goccia di energia in qualcosa che non sia fare, come sempre, la scuola più bella del mondo. Bisogna restare lucidi, progettare, creare bellezza. La mia agenda è già piena di collaborazioni e idee da portare avanti. Le prossime settimane in un modo o nell’altro ci daranno nuove informazioni. Ma voglio ricordare a tutti che c’è una cosa che ho amato scoprire, e spero che sarete d'accordo con me, già a marzo dello scorso anno, quando tutti mi comunicavano la propria inaspettata personale nostalgia della scuola: qualsiasi cosa accada, l’affronteremo insieme.

Con l'artistico spavaldo coraggio che sto imparando da voi. 

Un saluto. 

Il dirigente scolastico (di ruolo, ma pur sempre apprendista)

Enrico Quattrin 

 

 

 

Pubblicata il 10 ottobre 2020

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta l’informativa estesa sui cookie. Proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie.