Nel pubblicare la lettera aperta che segue, ritengo opportuno fornire qualche considerazione per aiutare una migliore e più proficua comprensione della stessa.

Prima di tutto qualche precisazione va fornita su alcuni punti che coinvolgono la gestione interna dell’Istituto, in particolare:

Punto 7) E’ stata fornita in tempi brevi all’inizio dell’emergenza adeguata informativa a cura del RSPP a tutto il personale sul corretto uso dei device, sui rischi di infortuni in lavoro agile e sulle corrette procedure di lavoro a distanza. Per quanto riguarda la cura degli allievi è limitata in questo caso al buon senso di evitare prolungati e forzati periodi connessione, ed è più volte stata demandata alla responsabilità dei docenti fino a che il Collegio non è intervenuto deliberando la quota massima di video-lezione.

9) Sono state fornite adeguate coordinate per partecipare a diversi corsi di formazione sia gestiti da Equipe PNSD-FVG sia anche da aziende, purché gratuiti e liberamente friubili. Evidentemente la scuola, nonostante il Piano Nazionale per la Scuola Digitale risalga al 2015, è stata costretta a fare un salto culturale non da poco, paragonabile ad un cambio di paradigma per il quale, probabilmente, la formazione è legata proprio all’esperienza nella prassi didattica.

11) Pur lasciando in questi mesi libertà ai docenti di individuare ed adottare gli strumenti più congeniali nel pieno rispetto della loro libertà didattica, più volte sono state fornite indicazioni e linee guida; in particolare, per ciò che attiene la sicurezza e il rispetto della privacy, sono stati forniti ai docenti due documenti a cura del DPO dell'Istituto, provvedendo inoltre al divieto di uso di una piattaforma proprio in virtù del precauzionale rispetto della privacy di docenti e discenti.

Quanto alla proposta di articolare un ipotetico rientro a scuola a settembre privilegiando le discipline laboratoriali, non rientra nelle competenze dell’Istituto e, come spesso è capitato in queste settimane di emergenza, devo ricordare che il ragionamento è basato su illazioni di stampa o sporadiche dichiarazioni, perché in realtà di quel che succederà a settembre – a partire dal 1° di settembre – non è dato saperlo per comprensibili motivi legati all’andamento della situazione epidemiologica in atto. Il nostro lavoro di pubblici dipendenti è quello di attuare i decreti e operare sempre con la miglior diligenza, efficienza ed efficacia, e il Ministro dell’Istruzione ha sempre chiaramente espresso la volontà di operare con la massima prudenza per tutelare il diritto alla salute di tutti.

Una volta fornire queste precisazioni, riesco a percepire dietro questo testo un accorato grido d’aiuto, una richiesta di considerazione e una profonda nostalgia verso la nostra scuola: su questo punto non posso che unirmi e sottolineare che la Didattica a Distanza per quanto utile a fronteggiare l’emergenza non potrà mai essere confusa con quella che ognuno di noi, membri attivi della comunità educante, chiamiamo scuola. Chiunque abbia una qualche esperienza della vita di classe sa perfettamente che l’armonica crescita e lo sviluppo di competenze che affrontano i nostri studenti non può mai e in nessun modo essere ricondotta al semplice travaso di contenuti, men che meno in una scuola a forte vocazione laboratoriale come un liceo artistico: inevitabilmente la didattica a distanza – rubo l’idea ad una studentessa, che ha proposto di chiamarla “Didattica di vicinanza” - fondata come è su altri strumenti, altri tempi, altre metodologie, è dovuta essere un’altra cosa, con altri obiettivi. La vicinanza in gran parte c’è stata, ed era il primo obiettivo. Ora resta da riprendere il lavoro lasciato in sospeso.

La recente Ordinanza ministeriale sulla valutazione finale dell’anno fornisce indicazioni sul grande lavoro che andrà fatto l’anno prossimo, da parte delle studentesse, degli studenti e di tutti i docenti. Nella lettera che segue io leggo esattamente – dietro il tono perentorio - lo spirito di chi non vede l’ora – scalpita, direi – di tornare nella vita di classe, di laboratorio in particolare, a fare quello che sa e vuole fare: insegnare.

E insegnare non è trasmettere un’informazione, ma calare il delicato processo dell’apprendimento nel dono della propria esperienza e nella costruzione comune di nuove esperienze: l’insegnante lascia così l’invisibile traccia, come il segno della mano del vasaio sulla coppa di argilla.

Enrico Quattrin

 

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LICEO ARTISTICO “E. Galvani” di Cordenons -Pn

 

Al D.S. Prof. E. Quattrin,

Al Collegio Docenti

Alla Presidente del Consiglio di Istituto sig.ra Favot

Al Comitato genitori

 

E p/c

Al Governatore della Regione F.V.G. Dott. Fedriga

All’Assessore Regionale all’Istruzione Dott.ssa Rosolen

Al Sindaco di Cordenons (PN)

All’Assessore all’Istruzione di Cordenons

Al Sindaco di Pordenone

All’Assessore all’Istruzione di Pordenone

Agli organi sindacali CGIL, CISL, UIL, ANIEF, GILDA, SNALS

 

 

LICEO ARTISTICO “E. Galvani” di Cordenons – Pordenone -

 

S.O.S. DOCUMENTO DEI DOCENTI DEL DIPARTIMENTO DI ARTI FIGURATIVE

Discipline pittoriche-grafiche, Discipline plastiche, Discipline grafico-pubblicitarie (arte della fotografia, serigrafia e fotoincisione, tipografia)

 

 

 

 

 

 

Premessa al DOCUMENTO S.O.S

 

Ci ha mosso la volontà di salvaguardare la specificità della pratica pittorica, plastica e delle tecniche grafiche, un universo di discipline legate a pratiche sapienti che rendono vive le intuizioni, le visioni, i progetti e il cui insegnamento è stato particolarmente mortificato in questi mesi di didattica a distanza.

 

Ci rivolgiamo al Dirigente Scolastico, al Collegio Docenti del Liceo Artistico “E. Galvani” e ai docenti di TUTTE le discipline di indirizzo e caratterizzanti dei LICEI ARTISTICI della Regione FVG, DEGLI ISTITUTI TECNICI e degli ISTITUTI PROFESSIONALI della Regione FVG.

Il prolungamento delle attuali misure restrittive in tutto il territorio italiano, dovute all’emergenza del COVID-19, con la sospensione a tempo indeterminato della normale attività didattica ha creato e crea un oggettivo disagio, incertezza, un appannamento dei valori dell'art. 33 della Costituzione e ci pone innanzi molti dubbi e interrogativi che vorremmo sottoporre a voi tutti.

 

La nostra è una richiesta di attenzione nei confronti delle discipline creative, progettuali, laboratoriali, di una parte molto rilevante dell'istruzione-formazione, che ha sbocchi lavorativi significativi verso l’alto artigianato e tutte quelle professioni “creative” che trovano applicazione di studio negli Enti culturali ( laboratori di didattica Museale ), nelle Università di Alta formazione

( vedi gli Istituti Centrali di Restauro ICR ), i Politecnici della grafica, nelle attività dello spettacolo come l’Accademia del Teatro della Scala ( discipline scenografiche ecc.) o di Scuole di particolare applicazione ( del mosaico ) nel territorio regionale, senza parlare degli sbocchi in altri Istituti Professionali Regionali e Nazionali qui non citati.

Comprendiamo la necessità di ridisegnare il mondo del lavoro e delle imprese, ma non tutte le attività sono gestibili “da remoto”: teniamo ben presente che stiamo parlando di formazione in divenire di ragazzi prevalentemente minorenni.

I giovani che si iscrivono ai nostri Istituiti sono prevalentemente caratterizzati da intelligenza “visivo-spaziale” più che logico-scientifica che richiede, oltre a potenzialità creative ed intuitive, l'incontro con discipline manuali in cui è indispensabile l'utilizzo e la manipolazione di strumenti e materiali diversi. La didattica a distanza con strumenti informatici può essere utile come emergenza per particolari e circoscritte situazioni, può senz'altro contribuire alla diffusione di notizie ed informazioni, ma una piattaforma (spesso traballante) non potrà mai sostituire la ricchezza dell’esperienza diretta e del linguaggio del corpo.

L’esperienza come lavoro fisico avviene nel rapporto vivo tra studente-docente diversamente queste discipline rischiano di essere eliminate, e il “virtuale” diventa reale, creando una grave dissociazione e confusione nelle giovani personalità affidateci: se così fosse, qualcuno si sta assumendo delle gravi responsabilità verso la salute fisica e mentale delle future generazioni.

La didattica con piattaforme on-line può offrire particolari opportunità ma non potrà mai sostituire la necessaria esperienza diretta, che è stata negata in questo periodo e che, temiamo, possa esserlo in futuro.

Al momento, senza certezza alcuna, viviamo una sospensione sine die della scuola come comunità,

“palestra” di convivenza civile, sostituita dalla scuola in piattaforma da casa, in solitudine.

Noi, docenti delle Discipline di indirizzo, paghiamo lo scotto maggiore per la “sospensione di fatto” delle nostre discipline, del ruolo fondamentale della manualità , fulcro dell’intera nostra didattica che si esplica nella pratica dell’“imparare facendo” di Munariana memoria.

Rileviamo, infine, anche l’importanza che queste discipline hanno verso allievi con difficoltà e diversamente abili.

 

 

Chiediamo di allinearci a molti altri importanti paesi europei dove, nonostante l'epidemìa sia arrivata più tardi che in Italia, stanno già riaprendo le scuole o, addirittura, non le hanno mai chiuse.

 

Dobbiamo pensare ai nostri giovani di talento che hanno intrapreso strade coraggiose, in discipline spesso ancora poco considerate, nel contesto generale della valorizzazione della cultura e dell’arte, che potranno essere importantissime in futuro per il rilancio del “Rinascimento culturale” del Paese.

Non si può fare scuola senza scuola, senza comunità, senza relazioni essenziali per lo sviluppo di una sana personalità.

Segnaliamo di seguito i fatti che sono emersi in questo lungo periodo di Didattica a Distanza:

 

1-Scarse possibilità di relazione degli allievi tra loro e in feedback assieme al docente.

2- I tempi di consegna si sono dilatati a scapito di un ritmo didattico acquisito, anzi, il ritmo del lavoro spesso è scandito dalla piattaforma che non riesce ad inviare le immagini.

3-In molti casi si è riscontrata una regressione delle competenze già acquisite (soprattutto negli allievi di quarto e quinto anno): espressive, visive e linguistiche.

4-Abbiamo finora colmato alcune lacune e siamo andati a consolidare le competenze già acquisite nella prima parte dell’anno ma poco di più, a scapito della qualità dei progetti e dei singoli lavori.

5-Valutazione da remoto di opere bi-tridimensionali ( bassorilievo e scultura) da una foto con una comprensione a volte dubbia del risultato finale.

6-Si è fatto leva, finora, sullo spirito di intraprendenza e di adattamento degli allievi /docenti e sulla capacità degli allievi di lavorare da soli, che però non significa capacità di lavorare in autonomia.

7- Nessuna informazione sulla protezione della salute dei lavoratori in modalità smart-working e degli allievi in connessione per molte ore al giorno anche in modo continuativo.

8- Nessuna informazione e chiarezza , rispetto al nostro contratto nazionale, sul monte ore effettuato dal corpo docente in questa fase di emergenza, con ulteriori aggravi di lavoro e burocratici.

9- Nessun corso di formazione per i docenti e per gli allievi per il corretto utilizzo delle piattaforme, ma solo la proposta generica di sperimentazione in autonomia.

10-Siamo preoccupati per il reale disagio dei ragazzi e per il loro equilibrio psichico, costretti ad una chiusura così lunga di cui abbiamo segnali preoccupanti.

11-Nessuna certezza della sicurezza di dati sensibili inviati nelle piattaforme proposte.

12-Il sistema di valutazione finale sarà disomogeneo tra discipline teoriche e tecnico-pratiche e tra Istituti diversi.

13-Rischio altissimo di dispersione scolastica e abbandono degli allievi più fragili, peraltro già in atto.

 

Noi docenti delle discipline progettuali, tecnico-pratiche, laboratoriali chiediamo pertanto:

 

  1. Di poter rientrare al più presto, in sicurezza, analogamente a quanto previsto dall' ordinanza 12/pc art. 23 del Governatore del Friuli.

  2. Di poter rientrare per TUTTE LE ORE SETTIMANALI previste dal piano didattico delle lezioni nei laboratori in presenza, in quanto non è possibile trasferire un laboratorio nella residenza privata degli studenti.

  3. L’informatizzazione deve essere adeguata e compatibile alle esigenze reali delle discipline.

  4. Chiediamo al nostro D.S. di prendere contatto con i D.S. degli altri Istituti Regionali affini al nostro Liceo Artistico ( Licei Artistici, Istituti professionali, Istituti tecnici) che hanno una loro interna vocazione laboratoriale e inoltre di farsi portavoce presso l’Ufficio Scolastico Regionale e presso al Governatore della Regione FVG e l’Assessore Regionale all’Istruzione per trovare al più presto una soluzione per colmare il vuoto della didattica laboratoriale in PRESENZA, superando la fase dell’emergenza.

  5. Chiediamo che questo nostro documento “ S.O.S “ venga inviato agli organi competenti

Regionali dell’Istruzione e ai docenti delle discipline di laboratorio di altri Istituti affini al nostro nella nostra Provincia e oltre il territorio Regionale.

 

Chiediamo ai docenti che sono coinvolti e che concordano la comunicazione di sottoscriverla

per dare voce alle nostre esigenze.

 

I docenti del Dipartimento di ARTI FIGURATIVE -Liceo Artistico “E. Galvani”, Cordenons-Pn

 

Rosolen Davide classe di concorso A14 Discipline, plastiche, scultoree e scenoplastiche

Peruch Mara, classe di concorso A09 Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche

Zanet Edi, classe di concorso A09 Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche

Fabbro Monica, classe di concorso A14 Discipline, plastiche, scultoree e scenoplastiche

Sacilotto Patrizia, classe di concorso A09 Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche

Cadamuro Alessandro, classe di concorso A09 Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche

Modotti Angela, classe di concorso A14 Discipline, plastiche, scultoree e scenoplastiche

Marzari Sara, classe di concorso A 17 Disegno e storia dell’arte

 

Collovini Adriana, classe di concorso A10 Discipline grafico-pubblicitarie

Piemonte Moira, classe di concorso A10 Discipline grafico-pubblicitarie

Milanese Fabrizio, docente di sostegno

Braccini Giovanna, docente di sostegno

Turchet Elisa, classe di concorso A50, Scienze naturali, chimiche e biologiche

Battistutta Valter, docente IRC

 

CORDENONS, 11/5/2020

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