1° giornata della poesia (online)

A SCUOLA CON LA POESIA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

 

Il giorno 20 marzo alle ore 17: OO il Liceo Artistico “E. Galvani” ha deciso di testimoniare a tutti che la scuola non si ferma ed è stato protagonista di una bella pagina di scuola italiana ai tempi del coronavirus.

In occasione della “Festa mondiale della poesia” studenti e docenti si sono riuniti in videoconferenza per festeggiare la bellezza dei versi in questo drammatico momento per l’Italia e il mondo intero, nella speranza che l’occasione di condivisione potesse in qualche modo alleviare la pesantezza dei cuori. Obiettivo pienamente raggiunto: una diretta di più di due ore in cui gli interventi si sono succeduti senza pause e sono rimaste connesse regolarmente tra le 40 e le 65 persone, circa a metà tra docenti e studenti. Ci si è confrontati sul senso della poesia e sulla sua natura, accompagnati dalla lettura di testi di Milo De Angelis, Pierluigi Cappello, Kavafis, Brecht, Baudelaire, Luigi Manfrin, Pasolini, Merini, Dheva (un ragazzo indiano), Montale, Puskin, Neruda, Pavese, Shakespeare, Daniela Attanasio, Gian Mario Villalta.

Milo De Angelis scrive “A un foglio – la cosa più vulnerabile del mondo – noi affidiamo la nostra verità, la nostra ombra, il nostro segreto, la zona nascosta e ardente della nostra voce, la parte più essenziale della nostra vita.” Il Dirigente scolastico ha invitato i ragazzi a chiedersi perché oggi ha senso – non solo ha senso ma è decisivo e fondamentale – festeggiare la giornata della poesia. “Perché la poesia non è solo una cosa carina, una faccenda graziosa da portarci dietro nei bei momenti di pausa dalla vita, come un geranio alla finestra. La poesia – più o meno da sempre – è stata lo strumento raffinatissimo per condensare l’infinita sapienza in un linguaggio estremamente sintetico, memorizzabile, diffondibile. La poesia era internet nei secoli passati. Un verso era quello che voi oggi chiamate “meme”: un’unità minima di significato, veicolabile con una tecnica che permette di memorizzarlo. Chiaramente decifrare questo codice segreto non è semplice ed è il lavoro del lettore. Dicevo spesso, quando facevo lezione, questa banalità: un romanzo, per quanto lungo e impegnativo sia, lo leggi, ci metti un mese, due mesi, e fine. Una poesia la leggi in qualche minuto, materialmente, ma non smetti mai di leggerla.

L’incontro è stato impreziosito dal collegamento dalla provincia di Perugia con la poetessa Maria Borio, personalità rilevante del panorama odierno della poesia giovane, che ha trovato parole importanti per delineare il quadro doloroso della situazione in cui stiamo vivendo e lo ha fatto anche attraverso un suo componimento inedito.

La lettura di poeti classici e contemporanei da parte di studenti e docenti ha dato vita a un’intensa e coinvolgente comunione di spiriti e menti, come a dire: “nel nome della poesia, insieme, ce la faremo!”

Il tempo è stato scandito da momenti di toccante commozione, in modo particolare per gli interventi dei coraggiosi alunni – preziose le loro scelte di lettura – che hanno proposto testi particolari, come la poesia del nonno letta da Pierfrancesco Manfrin, in un momento che di padre in figlio, ha suggellato lo spirito di unione universale che la poesia dona sempre.

Alcuni degli studenti che hanno partecipato ci hanno lasciato delle loro impressioni. Anna Bravin: “Ieri ho partecipato all'evento e l'ho trovato davvero interessante! Non mi ero neanche resa conto che erano passate due ore! Stella Anese ha scritto: “Un'idea originale che si adatta perfettamente al momento e non è detto che un evento del genere non possa essere organizzato, con le stesse modalità, anche in tempi ''normali''. […] È strano come dalla lettura di una sola poesia ci si possa fare un'idea, sebbene generale, della personalità di ognuno di noi. Infatti la maggior parte delle professoresse che hanno partecipato non sono mai state mie insegnanti, eppure sono riuscita a cogliere dei lati del loro modo di fare e pensare.” Così Angelica Cristante: “Pensavo che leggere una poesia davanti a tutti mi avrebbe solo messa in imbarazzo, invece sono stata apprezzata, sia per il mio modo di leggere che per la poesia. […] Mi ha fatto piacere che, oltre agli alunni, anche i professori abbiamo partecipato portando una poesia che gli sta a cuore; credo che facendo così gli alunni lì presenti ora si sentano molto più vicini ai loro insegnanti.” Pierfrancesco Manfrin ha detto: “Appena ho letto della sua proposta di fare una videochiamata con lei, alcuni insegnanti e studenti, in cui parlare della poesia e dare il nostro contributo con essa, dentro di me ero tutto una gioia e non vedevo l'ora di fare questa nuova esperienza. La "lezione" iniziale sulla poesia intrapresa dalla docente Francesca Piovesan per me è stato come un toccasana, perché mi è sembrato di tornare in aula, anche se non ero fisicamente in essa. Le sue parole a riguardo della poesia mi hanno toccato particolarmente, poiché la poesia in effetti è questo: raccontare ciò che si prova in un dato momento per se stessi, ma anche per gli altri.[…] Peccato però non aver potuto interloquire più di tanto con l'ospite Maria Borio, ma solo il fatto di sapere che ci fosse un'ospite ad assistere al discorso mi ha sorpreso e inorgoglito di me stesso e della mia scuola.” Gaia Bassanello ha scritto: “[…] Le letture hanno messo in luce caratteri diversi di ogni studente e professore che con la propria sensibilità ha trasmesso, nonostante la presenza dello schermo, molte emozioni e sentimenti. Mi sono commossa parecchie volte, credo che questo sia la prova del fatto che nonostante fossimo tutti lontani, in quel momento eravamo uniti, cuore e anima.” Francesca Caneva ha scritto una poesia mettendo insieme le parole delle letture che più l’hanno colpita: ”luce di primavera / un viaggio nell’anima / gli occhi di un bambino / il nostro cuore sconsolato da una morte sospesa / la resistenza delle nostre responsabilità / la volontà che dà un senso alla vita / questa è l’eternità”. Martina Cossarini, che durante l’evento aveva citato una frase di Piero Calamandrei “...bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità, ha scritto: Oggi durante le due ore insieme mi sono rivista bambina nei banchi delle scuole elementari quando la maestra Sandra ci parlava della Costituzione italiana. Posso dire ora che per me la Costituzione è poesia, è conquista, è impegno. Calamandrei ci parla di responsabilità, di vincolo comune e di amorevole cura. Io aggiungo un doveroso rispetto per chi ce l’ha donata. Ognuno di noi oggi ha offerto una parte di sé, ha esposto un pezzetto della propria anima e io ho percepito l’urgenza di condividere dei valori per me fondamentali. “

Per due ore - dice il Dirigente scolastico- è finalmente davvero sembrato di stare tutti insieme, tra difficoltà tecniche, risate, imbarazzi e suggestioni, la scuola si è stretta in un abbraccio che ci ha lasciati tutti, per la prima volta forse nel mezzo di questa emergenza, con un sorriso sulle labbra.”

Ce la stiamo mettendo tutta. Le difficoltà sono enormi, ma ancora una volta abbiamo vissuto quanto sia enorme la voglia di farcela: nonostante tutto, non ci fermiamo.

 

 

 

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