Perfezionamento iscrizione alle classi prime | a.s. 2020.2021

Si comunica che sul sito del Liceo Artistico Galvani (www.liceoartisticogalvani.edu.it) nella sezione Studenti e famiglie =>  Iscrizione classi prime | a.s. 2020.2021 | modulistica sono disponibili in formato pdf i documenti che gli studenti delle future classi prime, preiscritti in modalità telematica, devono compilare e far pervenire a scuola via mail o tramite consegna a mano, nel rispetto delle previste misure precauzionali di distanziamento, dal lunedì al venerdì, dalle ore 11:00 alle ore 12:00, per il perfezionamento dell'iscrizione per l'anno scolastico 2020-2021. La medesima comunicazione è stata inviata alla casella di posta elettronica indicata al momento della preiscrizione con le indicazioni per la corretta restituzione dei moduli compilati. In caso di necessità contattare la segreteria scolastica (0434932628).

Lettera n 3 del Dirigente Scolastico finale

Lettera n° 3 del Dirigente Scolastico: finale.

10 giugno 2020   Buongiorno a tutti,   Scuola anche quest'anno è finita. Andiamo in pace, fine. Basterebbe questo per regalare a tutti quel senso di liberazione che ogni anno contraddistingue questo giorno; banale, ma quanto duramente abbiamo tutti imparato ad avere nostalgia per le banalità. Personalmente appena l'emergenza sarà finita voglio tornare a Roma e passare due ore nella metropolitana, con la calca dell'ora di punta: potrei commuovermi ritrovando quella fastidiosissima fisicità che sono gli altri, che sono quanto ci è più mancato in questa maledetta primavera. Fortunatamente il periodo critico dell'emergenza ci ha, come scuola, soltanto sfiorato, ma in questo giorno - il mio primo ultimo giorno di scuola da dirigente - avrei voluto tutt'altra atmosfera: in effetti avevamo a febbraio già cominciato a lavorarci, poi è andata così, come sappiamo. A me, personalmente, basta sapere che là fuori siete sani e salvi, stanchi annoiati e scalpitanti come è giusto che sia: perché nel dibattito, che verrà certamente, sul che fare a settembre, è utile mantenere ferma la premessa: la salute è un diritto costituzionale quanto l'istruzione. Ciò non toglie che ne è nato un anno strano, sicuramente, e se non è mio compito analizzare la politica sanitaria, lo è invece preoccuparmi della didattica della nostra scuola. Come sempre, ci sono infinite luci e ombre, certo, forse troppo lunghe da analizzare tutte. Alcune sono ormai chiare a tutti: ci manca la scuola, che è sguardi, sorrisi, rimproveri, fatica, frustrazione, prossemica e comunicazione continua: in presenza è impossibile non comunicare, infatti. Uno studente che dorme con la testa sul banco sta comunicando, infatti. Un docente annoiato in cattedra, comunica, infatti. Esattamente questa dose massiccia di comunicazione è saltata nella distanza digitale, inevitabilmente. Quando dico che questa esperienza è solo un pezzo di scuola, sostengo esattamente quanto diciamo noi adulti ai ragazzi fissati coi social: nella rete c'è molto, ma pur sempre solo un pezzo della vita. E’ stato un po’ come far recitare l’Amleto dentro le Instagram stories. Si può discutere di quanto tutto quel che ruota attorno alla didattica sia decisivo ai fini dell'apprendimento, sarebbe dibattito interessante, ma resto convinto che la scuola, per come la sogno e l'ho sempre vissuta, sia composta anche di tutta questa vita che scorre -  forzatamente magari - insieme. Aggiungo poi che questa vita a distanza è costata a tutti decuplicate fatiche, mentali ma anche fisiche; ringrazio quindi i docenti, che nella confusione dell'emergenza prontamente si sono attivati, ognuno con le proprie risorse, per fare quel che c'era da fare. E ringrazio gli studenti che superato l'iniziale smarrimento si sono messi al lavoro, imparando a gestire un mondo tutto nuovo: sono abbastanza convinto che avete acquisito competenze che si riveleranno utili per il vostro futuro, in queste settimane: autonomia, responsabilità, saper chiedere aiuto e presentare correttamente problemi, per non parlare sempre e solo delle competenze digitali (che probabilmente per molti di voi nativi digitali sono state anche sovrastimate da noi adulti). E ovviamente grazie alle famiglie, che hanno dovuto fronteggiare le difficoltà della quarantena e dell'infrastruttura tecnologica, l'angoscia e la confusione di alcuni momenti. Personalmente sono portato ad essere ipercritico, avremmo potuto fare meglio, certo, avrei voluto. In particolare per le disparità di dotazioni tecnologiche e di connettività, avrei e avremmo tutti voluto fare di più, affinché nessuno restasse indietro. Tuttavia mi auguro che concorderemo tutti che il bilancio di questi mesi è più che sufficiente: la scuola è andata avanti, sperimentando nuovi modi, aggiornandosi rapidamente, ristrutturandosi da capo a piedi. I vostri apprendimenti sono andati avanti, e quel che manca recupereremo. Ci sono state poi occasioni per abbracciarsi virtualmente, non ultima Radiogalvani che mi ha fatto compagnia negli ultimi due mesi ogni giovedì, e già mi manca. Sto dilungandomi. Provo a riassumere: ricordo bene i primi di marzo, e a ripensarci adesso le cose sono andate meglio di quanto pensassi. La scuola - in generale - ha dovuto imboccare per forza una strada di modernizzazione che sarà probabilmente una risorsa in futuro, questo è innegabile; e la scuola - intesa come Liceo Galvani stavolta - anche se non si è trovata pronta, ha reagito all'emergenza: le limitazioni sono il primo stimolo alla creatività, e non avete mai smesso di produrre bellezza, nonostante tutto. Forse è una scuola fluida, quella che abbiamo assaggiato: una scuola dove la parete tra docenti e studenti si è in gran parte frantumata, scoprendo una nuova intimità, condividendo quotidiane incombenze, scoprendoci - volenti o nolenti - nuovamente esseri umani prima di genitori studenti e docenti. Continuo a preferire il suono della campanella, ma l'emergenza mi ha insegnato ancora una volta a guardare al futuro pensando alle opportunità da cogliere prima che alle paure, senza per questo "buttare il bambino con l'acqua sporca". Come esempio finale voglio prendere proprio Radiogalvani, perché è una di quelle cose da cui io sono semplicemente stato travolto: chi gliel'ha fatto fare a quella banda di sventurati, di caricarsi anche questo impegno? Perché ogni settimana non era poco il lavoro da fare, per puntate che settimana dopo settimana si sono arricchite. Ecco, chi glielo fatto fare? Che poi è domanda che riguarda tutti: chi ce lo fa fare? (Quante volte ce lo domandiamo tutti) La riposta la sanno loro, ovviamente; io mi sono fatto l'idea che sia l'orgoglio del lavoro ben fatto e della fatica ben spesa. Pensare, progettare, realizzare: mano e occhio, insomma, è la natura stessa della nostra scuola. Ma non solo: l'ultimo giorno di scuola è una giornata stranamente affettuosa, di solito, piena di lacrime e sorrisi. Ecco, qui c'è la risposta per chi vuole capire cosa sia la scuola, cosa ha provato ad essere anche in questa didattica "di vicinanza" (nonché di emergenza). Insomma, quel che voglio dire è che la scuola si è allargata improvvisamente facendo scoprire a tutti un banalissimo segreto: bene o male, volenti o nolenti, ci vogliamo bene (siamo comunità, suona più professionale). E con questo potrei concludere, ma l'ultimo pensiero va ai maturandi, alle prese con l'ansia di un esame apparentemente facilitato, in realtà inedito e forse più preoccupante del solito. Siate bravi e siate voi stessi: non abbiate paura, avanzate sorridendo sotto la mascherina, e dimostrate quello che sapete fare. L'esame lo sosterrete sempre prima di tutto davanti voi stessi (capacità di autovalutazione, in lingua ministeriale). Un abbraccio.   Il Dirigente Scolastico Enrico Quattrin    

Documenti Maggio | a.s. 2019.2020 | Esame di Stato

Pubblichiamo di seguito i documenti di Maggio classi quinte per l'Esame di stato a.s. 2019.2020.

LETTERA APERTA DEI DOCENTI DEL DIPARTIMENTO DI ARTI FIGURATIVE

Nel pubblicare la lettera aperta che segue, ritengo opportuno fornire qualche considerazione per aiutare una migliore e più proficua comprensione della stessa. Prima di tutto qualche precisazione va fornita su alcuni punti che coinvolgono la gestione interna dell’Istituto, in particolare: Punto 7) E’ stata fornita in tempi brevi all’inizio dell’emergenza adeguata informativa a cura del RSPP a tutto il personale sul corretto uso dei device, sui rischi di infortuni in lavoro agile e sulle corrette procedure di lavoro a distanza. Per quanto riguarda la cura degli allievi è limitata in questo caso al buon senso di evitare prolungati e forzati periodi connessione, ed è più volte stata demandata alla responsabilità dei docenti fino a che il Collegio non è intervenuto deliberando la quota massima di video-lezione. 9) Sono state fornite adeguate coordinate per partecipare a diversi corsi di formazione sia gestiti da Equipe PNSD-FVG sia anche da aziende, purché gratuiti e liberamente friubili. Evidentemente la scuola, nonostante il Piano Nazionale per la Scuola Digitale risalga al 2015, è stata costretta a fare un salto culturale non da poco, paragonabile ad un cambio di paradigma per il quale, probabilmente, la formazione è legata proprio all’esperienza nella prassi didattica. 11) Pur lasciando in questi mesi libertà ai docenti di individuare ed adottare gli strumenti più congeniali nel pieno rispetto della loro libertà didattica, più volte sono state fornite indicazioni e linee guida; in particolare, per ciò che attiene la sicurezza e il rispetto della privacy, sono stati forniti ai docenti due documenti a cura del DPO dell'Istituto, provvedendo inoltre al divieto di uso di una piattaforma proprio in virtù del precauzionale rispetto della privacy di docenti e discenti. Quanto alla proposta di articolare un ipotetico rientro a scuola a settembre privilegiando le discipline laboratoriali, non rientra nelle competenze dell’Istituto e, come spesso è capitato in queste settimane di emergenza, devo ricordare che il ragionamento è basato su illazioni di stampa o sporadiche dichiarazioni, perché in realtà di quel che succederà a settembre – a partire dal 1° di settembre – non è dato saperlo per comprensibili motivi legati all’andamento della situazione epidemiologica in atto. Il nostro lavoro di pubblici dipendenti è quello di attuare i decreti e operare sempre con la miglior diligenza, efficienza ed efficacia, e il Ministro dell’Istruzione ha sempre chiaramente espresso la volontà di operare con la massima prudenza per tutelare il diritto alla salute di tutti. Una volta fornire queste precisazioni, riesco a percepire dietro questo testo un accorato grido d’aiuto, una richiesta di considerazione e una profonda nostalgia verso la nostra scuola: su questo punto non posso che unirmi e sottolineare che la Didattica a Distanza per quanto utile a fronteggiare l’emergenza non potrà mai essere confusa con quella che ognuno di noi, membri attivi della comunità educante, chiamiamo scuola. Chiunque abbia una qualche esperienza della vita di classe sa perfettamente che l’armonica crescita e lo sviluppo di competenze che affrontano i nostri studenti non può mai e in nessun modo essere ricondotta al semplice travaso di contenuti, men che meno in una scuola a forte vocazione laboratoriale come un liceo artistico: inevitabilmente la didattica a distanza – rubo l’idea ad una studentessa, che ha proposto di chiamarla “Didattica di vicinanza” - fondata come è su altri strumenti, altri tempi, altre metodologie, è dovuta essere un’altra cosa, con altri obiettivi. La vicinanza in gran parte c’è stata, ed era il primo obiettivo. Ora resta da riprendere il lavoro lasciato in sospeso. La recente Ordinanza ministeriale sulla valutazione finale dell’anno fornisce indicazioni sul grande lavoro che andrà fatto l’anno prossimo, da parte delle studentesse, degli studenti e di tutti i docenti. Nella lettera che segue io leggo esattamente – dietro il tono perentorio - lo spirito di chi non vede l’ora – scalpita, direi – di tornare nella vita di classe, di laboratorio in particolare, a fare quello che sa e vuole fare: insegnare. E insegnare non è trasmettere un’informazione, ma calare il delicato processo dell’apprendimento nel dono della propria esperienza e nella costruzione comune di nuove esperienze: l’insegnante lascia così l’invisibile traccia, come il segno della mano del vasaio sulla coppa di argilla. Enrico Quattrin   ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------    LICEO ARTISTICO “E. Galvani” di Cordenons -Pn   Al D.S. Prof. E. Quattrin, Al Collegio Docenti Alla Presidente del Consiglio di Istituto sig.ra Favot Al Comitato genitori   E p/c Al Governatore della Regione F.V.G. Dott. Fedriga All’Assessore Regionale all’Istruzione Dott.ssa Rosolen Al Sindaco di Cordenons (PN) All’Assessore all’Istruzione di Cordenons Al Sindaco di Pordenone All’Assessore all’Istruzione di Pordenone Agli organi sindacali CGIL, CISL, UIL, ANIEF, GILDA, SNALS     LICEO ARTISTICO “E. Galvani” di Cordenons – Pordenone -   S.O.S. DOCUMENTO DEI DOCENTI DEL DIPARTIMENTO DI ARTI FIGURATIVE Discipline pittoriche-grafiche, Discipline plastiche, Discipline grafico-pubblicitarie (arte della fotografia, serigrafia e fotoincisione, tipografia)             Premessa al DOCUMENTO S.O.S   Ci ha mosso la volontà di salvaguardare la specificità della pratica pittorica, plastica e delle tecniche grafiche, un universo di discipline legate a pratiche sapienti che rendono vive le intuizioni, le visioni, i progetti e il cui insegnamento è stato particolarmente mortificato in questi mesi di didattica a distanza.   Ci rivolgiamo al Dirigente Scolastico, al Collegio Docenti del Liceo Artistico “E. Galvani” e ai docenti di TUTTE le discipline di indirizzo e caratterizzanti dei LICEI ARTISTICI della Regione FVG, DEGLI ISTITUTI TECNICI e degli ISTITUTI PROFESSIONALI della Regione FVG. Il prolungamento delle attuali misure restrittive in tutto il territorio italiano, dovute all’emergenza del COVID-19, con la sospensione a tempo indeterminato della normale attività didattica ha creato e crea un oggettivo disagio, incertezza, un appannamento dei valori dell'art. 33 della Costituzione e ci pone innanzi molti dubbi e interrogativi che vorremmo sottoporre a voi tutti.   La nostra è una richiesta di attenzione nei confronti delle discipline creative, progettuali, laboratoriali, di una parte molto rilevante dell'istruzione-formazione, che ha sbocchi lavorativi significativi verso l’alto artigianato e tutte quelle professioni “creative” che trovano applicazione di studio negli Enti culturali ( laboratori di didattica Museale ), nelle Università di Alta formazione ( vedi gli Istituti Centrali di Restauro ICR ), i Politecnici della grafica, nelle attività dello spettacolo come l’Accademia del Teatro della Scala ( discipline scenografiche ecc.) o di Scuole di particolare applicazione ( del mosaico ) nel territorio regionale, senza parlare degli sbocchi in altri Istituti Professionali Regionali e Nazionali qui non citati. Comprendiamo la necessità di ridisegnare il mondo del lavoro e delle imprese, ma non tutte le attività sono gestibili “da remoto”: teniamo ben presente che stiamo parlando di formazione in divenire di ragazzi prevalentemente minorenni. I giovani che si iscrivono ai nostri Istituiti sono prevalentemente caratterizzati da intelligenza “visivo-spaziale” più che logico-scientifica che richiede, oltre a potenzialità creative ed intuitive, l'incontro con discipline manuali in cui è indispensabile l'utilizzo e la manipolazione di strumenti e materiali diversi. La didattica a distanza con strumenti informatici può essere utile come emergenza per particolari e circoscritte situazioni, può senz'altro contribuire alla diffusione di notizie ed informazioni, ma una piattaforma (spesso traballante) non potrà mai sostituire la ricchezza dell’esperienza diretta e del linguaggio del corpo. L’esperienza come lavoro fisico avviene nel rapporto vivo tra studente-docente diversamente queste discipline rischiano di essere eliminate, e il “virtuale” diventa reale, creando una grave dissociazione e confusione nelle giovani personalità affidateci: se così fosse, qualcuno si sta assumendo delle gravi responsabilità verso la salute fisica e mentale delle future generazioni. La didattica con piattaforme on-line può offrire particolari opportunità ma non potrà mai sostituire la necessaria esperienza diretta, che è stata negata in questo periodo e che, temiamo, possa esserlo in futuro. Al momento, senza certezza alcuna, viviamo una sospensione sine die della scuola come comunità, “palestra” di convivenza civile, sostituita dalla scuola in piattaforma da casa, in solitudine. Noi, docenti delle Discipline di indirizzo, paghiamo lo scotto maggiore per la “sospensione di fatto” delle nostre discipline, del ruolo fondamentale della manualità , fulcro dell’intera nostra didattica che si esplica nella pratica dell’“imparare facendo” di Munariana memoria. Rileviamo, infine, anche l’importanza che queste discipline hanno verso allievi con difficoltà e diversamente abili.     Chiediamo di allinearci a molti altri importanti paesi europei dove, nonostante l'epidemìa sia arrivata più tardi che in Italia, stanno già riaprendo le scuole o, addirittura, non le hanno mai chiuse.   Dobbiamo pensare ai nostri giovani di talento che hanno intrapreso strade coraggiose, in discipline spesso ancora poco considerate, nel contesto generale della valorizzazione della cultura e dell’arte, che potranno essere importantissime in futuro per il rilancio del “Rinascimento culturale” del Paese. Non si può fare scuola senza scuola, senza comunità, senza relazioni essenziali per lo sviluppo di una sana personalità. Segnaliamo di seguito i fatti che sono emersi in questo lungo periodo di Didattica a Distanza:   1-Scarse possibilità di relazione degli allievi tra loro e in feedback assieme al docente. 2- I tempi di consegna si sono dilatati a scapito di un ritmo didattico acquisito, anzi, il ritmo del lavoro spesso è scandito dalla piattaforma che non riesce ad inviare le immagini. 3-In molti casi si è riscontrata una regressione delle competenze già acquisite (soprattutto negli allievi di quarto e quinto anno): espressive, visive e linguistiche. 4-Abbiamo finora colmato alcune lacune e siamo andati a consolidare le competenze già acquisite nella prima parte dell’anno ma poco di più, a scapito della qualità dei progetti e dei singoli lavori. 5-Valutazione da remoto di opere bi-tridimensionali ( bassorilievo e scultura) da una foto con una comprensione a volte dubbia del risultato finale. 6-Si è fatto leva, finora, sullo spirito di intraprendenza e di adattamento degli allievi /docenti e sulla capacità degli allievi di lavorare da soli, che però non significa capacità di lavorare in autonomia. 7- Nessuna informazione sulla protezione della salute dei lavoratori in modalità smart-working e degli allievi in connessione per molte ore al giorno anche in modo continuativo. 8- Nessuna informazione e chiarezza , rispetto al nostro contratto nazionale, sul monte ore effettuato dal corpo docente in questa fase di emergenza, con ulteriori aggravi di lavoro e burocratici. 9- Nessun corso di formazione per i docenti e per gli allievi per il corretto utilizzo delle piattaforme, ma solo la proposta generica di sperimentazione in autonomia. 10-Siamo preoccupati per il reale disagio dei ragazzi e per il loro equilibrio psichico, costretti ad una chiusura così lunga di cui abbiamo segnali preoccupanti. 11-Nessuna certezza della sicurezza di dati sensibili inviati nelle piattaforme proposte. 12-Il sistema di valutazione finale sarà disomogeneo tra discipline teoriche e tecnico-pratiche e tra Istituti diversi. 13-Rischio altissimo di dispersione scolastica e abbandono degli allievi più fragili, peraltro già in atto.   Noi docenti delle discipline progettuali, tecnico-pratiche, laboratoriali chiediamo pertanto:   Di poter rientrare al più presto, in sicurezza, analogamente a quanto previsto dall' ordinanza 12/pc art. 23 del Governatore del Friuli. Di poter rientrare per TUTTE LE ORE SETTIMANALI previste dal piano didattico delle lezioni nei laboratori in presenza, in quanto non è possibile trasferire un laboratorio nella residenza privata degli studenti. L’informatizzazione deve essere adeguata e compatibile alle esigenze reali delle discipline. Chiediamo al nostro D.S. di prendere contatto con i D.S. degli altri Istituti Regionali affini al nostro Liceo Artistico ( Licei Artistici, Istituti professionali, Istituti tecnici) che hanno una loro interna vocazione laboratoriale e inoltre di farsi portavoce presso l’Ufficio Scolastico Regionale e presso al Governatore della Regione FVG e l’Assessore Regionale all’Istruzione per trovare al più presto una soluzione per colmare il vuoto della didattica laboratoriale in PRESENZA, superando la fase dell’emergenza. Chiediamo che questo nostro documento “ S.O.S “ venga inviato agli organi competenti Regionali dell’Istruzione e ai docenti delle discipline di laboratorio di altri Istituti affini al nostro nella nostra Provincia e oltre il territorio Regionale.   Chiediamo ai docenti che sono coinvolti e che concordano la comunicazione di sottoscriverla per dare voce alle nostre esigenze.   I docenti del Dipartimento di ARTI FIGURATIVE -Liceo Artistico “E. Galvani”, Cordenons-Pn   Rosolen Davide classe di concorso A14 Discipline, plastiche, scultoree e scenoplastiche Peruch Mara, classe di concorso A09 Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche Zanet Edi, classe di concorso A09 Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche Fabbro Monica, classe di concorso A14 Discipline, plastiche, scultoree e scenoplastiche Sacilotto Patrizia, classe di concorso A09 Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche Cadamuro Alessandro, classe di concorso A09 Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche Modotti Angela, classe di concorso A14 Discipline, plastiche, scultoree e scenoplastiche Marzari Sara, classe di concorso A 17 Disegno e storia dell’arte   Collovini Adriana, classe di concorso A10 Discipline grafico-pubblicitarie Piemonte Moira, classe di concorso A10 Discipline grafico-pubblicitarie Milanese Fabrizio, docente di sostegno Braccini Giovanna, docente di sostegno Turchet Elisa, classe di concorso A50, Scienze naturali, chimiche e biologiche Battistutta Valter, docente IRC   CORDENONS, 11/5/2020

Vola solo chi osa farlo

Vola solo chi osa farlo

Mercoledì 29 aprile 2020 si è svolto un nuovo incontro in videoconferenza per gli studenti del liceo E.Galvani: un ricordo dello scrittore Luis Sepulveda

LUIS SEPULVEDA I miei sogni sono irrinunciabili sono ostinati testardi e resistenti

LUIS SEPULVEDA «I miei sogni sono irrinunciabili, sono ostinati, testardi e resistenti»

«I miei sogni sono irrinunciabili, sono ostinati, testardi e resistenti» - Un ricordo di Lucho

Crested Butte Fil Festival  videoconferenza con i direttori

Crested Butte Fil Festival | videoconferenza con i direttori

I direttori del Crested Butte Film Festival (Colorado) incontreranno gli studenti ed i docenti, in videoconferenza, giovedì 9 aprile 2020 alle ore 17:00, per raccontare com’è nata l’idea del festival, la sua storia e come funziona il festival stesso. Il link per assistere allo streaming è: https://stream.meet.google.com/stream/8672de4f-914c-47bf-b0ce-38e1cef755c6?authuser=1

Chiusura attivit in presenza scuola

Chiusura attività in presenza scuola

Si comunica che le attività in presenza della scuola sono limitate fino al 13 aprile dal lunedì al venerdì in orario 9.00 – 13.00.

1 giornata della poesia online

1° giornata della poesia (online)

A SCUOLA CON LA POESIA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS   Il giorno 20 marzo alle ore 17: OO il Liceo Artistico “E. Galvani” ha deciso di testimoniare a tutti che la scuola non si ferma ed è stato protagonista di una bella pagina di scuola italiana ai tempi del coronavirus. In occasione della “Festa mondiale della poesia” studenti e docenti si sono riuniti in videoconferenza per festeggiare la bellezza dei versi in questo drammatico momento per l’Italia e il mondo intero, nella speranza che l’occasione di condivisione potesse in qualche modo alleviare la pesantezza dei cuori. Obiettivo pienamente raggiunto: una diretta di più di due ore in cui gli interventi si sono succeduti senza pause e sono rimaste connesse regolarmente tra le 40 e le 65 persone, circa a metà tra docenti e studenti. Ci si è confrontati sul senso della poesia e sulla sua natura, accompagnati dalla lettura di testi di Milo De Angelis, Pierluigi Cappello, Kavafis, Brecht, Baudelaire, Luigi Manfrin, Pasolini, Merini, Dheva (un ragazzo indiano), Montale, Puskin, Neruda, Pavese, Shakespeare, Daniela Attanasio, Gian Mario Villalta. Milo De Angelis scrive “A un foglio – la cosa più vulnerabile del mondo – noi affidiamo la nostra verità, la nostra ombra, il nostro segreto, la zona nascosta e ardente della nostra voce, la parte più essenziale della nostra vita.” Il Dirigente scolastico ha invitato i ragazzi a chiedersi perché oggi ha senso – non solo ha senso ma è decisivo e fondamentale – festeggiare la giornata della poesia. “Perché la poesia non è solo una cosa carina, una faccenda graziosa da portarci dietro nei bei momenti di pausa dalla vita, come un geranio alla finestra. La poesia – più o meno da sempre – è stata lo strumento raffinatissimo per condensare l’infinita sapienza in un linguaggio estremamente sintetico, memorizzabile, diffondibile. La poesia era internet nei secoli passati. Un verso era quello che voi oggi chiamate “meme”: un’unità minima di significato, veicolabile con una tecnica che permette di memorizzarlo. Chiaramente decifrare questo codice segreto non è semplice ed è il lavoro del lettore. Dicevo spesso, quando facevo lezione, questa banalità: un romanzo, per quanto lungo e impegnativo sia, lo leggi, ci metti un mese, due mesi, e fine. Una poesia la leggi in qualche minuto, materialmente, ma non smetti mai di leggerla.” L’incontro è stato impreziosito dal collegamento dalla provincia di Perugia con la poetessa Maria Borio, personalità rilevante del panorama odierno della poesia giovane, che ha trovato parole importanti per delineare il quadro doloroso della situazione in cui stiamo vivendo e lo ha fatto anche attraverso un suo componimento inedito. La lettura di poeti classici e contemporanei da parte di studenti e docenti ha dato vita a un’intensa e coinvolgente comunione di spiriti e menti, come a dire: “nel nome della poesia, insieme, ce la faremo!” Il tempo è stato scandito da momenti di toccante commozione, in modo particolare per gli interventi dei coraggiosi alunni – preziose le loro scelte di lettura – che hanno proposto testi particolari, come la poesia del nonno letta da Pierfrancesco Manfrin, in un momento che di padre in figlio, ha suggellato lo spirito di unione universale che la poesia dona sempre. Alcuni degli studenti che hanno partecipato ci hanno lasciato delle loro impressioni. Anna Bravin: “Ieri ho partecipato all'evento e l'ho trovato davvero interessante! Non mi ero neanche resa conto che erano passate due ore!” Stella Anese ha scritto: “Un'idea originale che si adatta perfettamente al momento e non è detto che un evento del genere non possa essere organizzato, con le stesse modalità, anche in tempi ''normali''. […] È strano come dalla lettura di una sola poesia ci si possa fare un'idea, sebbene generale, della personalità di ognuno di noi. Infatti la maggior parte delle professoresse che hanno partecipato non sono mai state mie insegnanti, eppure sono riuscita a cogliere dei lati del loro modo di fare e pensare.” Così Angelica Cristante: “Pensavo che leggere una poesia davanti a tutti mi avrebbe solo messa in imbarazzo, invece sono stata apprezzata, sia per il mio modo di leggere che per la poesia. […] Mi ha fatto piacere che, oltre agli alunni, anche i professori abbiamo partecipato portando una poesia che gli sta a cuore; credo che facendo così gli alunni lì presenti ora si sentano molto più vicini ai loro insegnanti.” Pierfrancesco Manfrin ha detto: “Appena ho letto della sua proposta di fare una videochiamata con lei, alcuni insegnanti e studenti, in cui parlare della poesia e dare il nostro contributo con essa, dentro di me ero tutto una gioia e non vedevo l'ora di fare questa nuova esperienza. La "lezione" iniziale sulla poesia intrapresa dalla docente Francesca Piovesan per me è stato come un toccasana, perché mi è sembrato di tornare in aula, anche se non ero fisicamente in essa. Le sue parole a riguardo della poesia mi hanno toccato particolarmente, poiché la poesia in effetti è questo: raccontare ciò che si prova in un dato momento per se stessi, ma anche per gli altri.[…] Peccato però non aver potuto interloquire più di tanto con l'ospite Maria Borio, ma solo il fatto di sapere che ci fosse un'ospite ad assistere al discorso mi ha sorpreso e inorgoglito di me stesso e della mia scuola.” Gaia Bassanello ha scritto: “[…] Le letture hanno messo in luce caratteri diversi di ogni studente e professore che con la propria sensibilità ha trasmesso, nonostante la presenza dello schermo, molte emozioni e sentimenti. Mi sono commossa parecchie volte, credo che questo sia la prova del fatto che nonostante fossimo tutti lontani, in quel momento eravamo uniti, cuore e anima.” Francesca Caneva ha scritto una poesia mettendo insieme le parole delle letture che più l’hanno colpita: ”luce di primavera / un viaggio nell’anima / gli occhi di un bambino / il nostro cuore sconsolato da una morte sospesa / la resistenza delle nostre responsabilità / la volontà che dà un senso alla vita / questa è l’eternità”. Martina Cossarini, che durante l’evento aveva citato una frase di Piero Calamandrei “...bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità”, ha scritto: “Oggi durante le due ore insieme mi sono rivista bambina nei banchi delle scuole elementari quando la maestra Sandra ci parlava della Costituzione italiana. Posso dire ora che per me la Costituzione è poesia, è conquista, è impegno. Calamandrei ci parla di responsabilità, di vincolo comune e di amorevole cura. Io aggiungo un doveroso rispetto per chi ce l’ha donata. Ognuno di noi oggi ha offerto una parte di sé, ha esposto un pezzetto della propria anima e io ho percepito l’urgenza di condividere dei valori per me fondamentali. “ “Per due ore - dice il Dirigente scolastico- è finalmente davvero sembrato di stare tutti insieme, tra difficoltà tecniche, risate, imbarazzi e suggestioni, la scuola si è stretta in un abbraccio che ci ha lasciati tutti, per la prima volta forse nel mezzo di questa emergenza, con un sorriso sulle labbra.” Ce la stiamo mettendo tutta. Le difficoltà sono enormi, ma ancora una volta abbiamo vissuto quanto sia enorme la voglia di farcela: nonostante tutto, non ci fermiamo.      

Didattica a distanza  questionario utenti   04042020

Didattica a distanza | questionario utenti 04.04.2020

Si pubblicano i risultati del questionario utenti relativo alla didattica a distanza del 4 aprile 2020.   https://drive.google.com/file/d/15HPImWShjVITKpG115hG5r7vfVOYLaSZ/view?usp=sharing            

Richieste supporto relative a problematiche di device per la didattica a distanza

Richieste supporto relative a problematiche di device per la didattica a distanza

OGGETTO: Richieste aiuto relative a problematiche di device per la didattica a distanza

Dal Liceo Artistico E Galvani

Dal Liceo Artistico E. Galvani ...

Sforzarsi di vivere bene ora è la miglior forma di resistenza e responsabilità. “Fatti non foste a viver come bruti” ricordate? Dal Galvani mandiamo tutti un abbraccio ad ognuno di voi.

FAQ  risposte alle domande frequenti sulla DAD

FAQ - risposte alle domande frequenti sulla DAD

In allegato le risposte alle domande frequenti relativa alla didattica a distanza.

Lettera del Dirigente Scolastico n 2

Lettera del Dirigente Scolastico n° 2

Buongiorno a tutti voi, in queste giornate strane, piene di tristezze e malinconie, è importante il ruolo della scuola; fin da subito l'intero istituto si è mosso per mantenere prima di tutto il suo ruolo simbolico di "casa comune". 

Galvani vs Covid19

Galvani vs Covid-19

Galvani ai tempi del Covid-19

Lettera del Dirigente Scolastico

Lettera del Dirigente Scolastico

Cari studenti, gentili famiglie,  sono purtroppo giornate di emergenza e di ansia, queste che stiamo vivendo, e ci tenevo, nella confusione di notizie che si susseguono, a condividere con voi una mia riflessione...

Questionario di monitoraggio su didattica a distanza

Questionario di monitoraggio su didattica a distanza

Si pubblicano i risultati del questionario di monitoraggio sull'attività di dattica a distanza somministrato a studenti, genitori, docenti e ATA.   Risultati del questionario di monitoraggio della didattica a distanza

Nuovo coronavirus  dieci comportamenti da seguire

Nuovo coronavirus | dieci comportamenti da seguire

Testi rielaborati dalla Task Force Comunicazione ISS su fonti di: Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e Istituto Superiore di Sanità (ISS). Ministero della Salute Istituto Superiore di Sanità

Come arrivare in Sede Staccata

Come arrivare in Sede Staccata

via delle Grazie 7/A Pordenone

Scegliere la scuola superiore  Lettera del Dirigente Scolastico

Scegliere la scuola superiore | Lettera del Dirigente Scolastico

Scegliere la scuola superiore una scelta difficile

Voglio fare il guida allorientamento per le scuole superiori

Voglio fare il... guida all'orientamento per le scuole superiori

La risposta puoi trovarla nel logo della scuola: la mano e l’occhio, elementi indissolubilmente uniti

Giampaolo Coral  musica su tela

Giampaolo Coral | musica su tela

Mostra dedicata al compositore triestino

Solo il tuo nome mi  nemico

Solo il tuo nome mi è nemico

“Solo il tuo nome mi è nemico” Shakespeare, la mediazione e l’allenamento alla responsabilita Nella giornata di mercoledi 27 Novembre, le classi quarte del Liceo Artistico Galvani hanno assistito ad un incontro sul tema della mediazione, illustrata attraverso il classico di Shakespeare “Romeo e Giulietta”, che vede coinvolte l’Associazione Thesis, Adotta uno Spettacolo, l’Ordine degli avvocati e l’Organismo di Mediazione di Pordenone. Grazie alle parole dell’attrice Carla Manzon e ai due avvocati Grazia Pirozzi e Daniela Vaccher, gli alunni si sono immersi negli attualissimi temi dell’opera: la gelosia, la smania di potere, l’invidia, l’innamoramento come inizio di una possibile e felice conclusione. Cosa sarebbe successo, infatti, se le famiglie Capuleti e Montecchi avessero trovato un accordo? Se avessero dato retta all’amore che legava i due giovani? Probabilmente avrebbero potuto abbattere le barriere d’odio che separavano le due famiglie dando vita ad una forte e pacifica alleanza. I genitori di oggi, come quelli della tragedia shakespeariana, sono talvolta distratti, stressati, agitati, spesso con i pensieri altrove, lontani dai propri figli. I ragazzi si trovano in un mondo di adulti che li ama, li sgrida, li punisce ma forse non li ascolta veramente, e questo può creare un rapporto conflittuale. La finalita del progetto è quella di trasportare il conflitto ai giorni nostri ma con tutto il fascino della Verona del ‘500 affinché i ragazzi prendano consapevolezza dell’importanza della tecnica della mediazione, utile anche in molti aspetti della loro vita scolastica e privata.

Celebrazioni del IV novembre  comune di Cordenons

Celebrazioni del IV novembre - comune di Cordenons

"Il mio bisnonno Riccardo era nato nel 1895. Quando partì per la guerra aveva vent’anni, si era appena sposato e non si era mai allontanato da Pisa, la sua città. Si ritrovò catapultato in montagna, solo, fra compagni sconosciuti con cui condividere l’attesa del nemico o di una lettera. Solo, nelle trincee scavate sugli altipiani veneti imbiancati di neve, dove si continuava a credere, con l’ostinazione della giovinezza, che “torneranno i prati” (come nel film di Ermanno Olmi del 2014) e con essi la vita, ma talvolta anche l’oblio. In quelle trincee gelate combatté e si salvò. Fu decorato con due medaglie che qualcuno della famiglia ha poi incollato su una cartolina postale che lo ritrae sorridente in divisa da ufficiale: “For-ever. Riccardo 19.7.17”, c’è scritto. Quasi un sortilegio, con il nove e il sette, numeri magici, a scongiurare la paura per la prossima battaglia, la più dura, la più sanguinosa, quella definitiva. A casa, oltre alla salvezza, portò anche una granata che fece fondere e da cui venne ricavato un piccolo elmetto, simbolo e ricordo di quella guerra combattuta con la forza dei vent’anni per il proprio Paese, verso cui anche in seguito si dimostrò sempre leale, e per la giovane moglie, Margherita, in attesa di una bambina, la mia nonna. Da questa piccola storia famigliare nasce una riflessione sul ruolo delle forze armate in Italia. Un ruolo difficile, spesso doloroso per chi combatte e per le famiglie che attendono a casa il ritorno dei loro cari. Uomini e donne che hanno scelto di mettersi al servizio del Paese, rinunciando agli affetti e alla sicurezza, e che spesso partono per missioni in luoghi lontani per portare pace e aiuti a popoli in sofferenza. Uomini e donne certamente più preparati dei giovani soldati della Prima Guerra mondiale, ma uguali a loro nell’ostinazione e nel coraggio, pronti a superare con generosità ostacoli di tutti i tipi e a condividere umanità e protezione con chi ne ha più bisogno." FRANCESCA CANEVA - 5A

New design 2019

New design 2019.

Da cosa nasce cosa... quando il design cresce spontaneo!

Liceo Artistico E Galvani partecipa al Fridays for Future

Liceo Artistico E. Galvani partecipa al Fridays for Future.

Nel pomeriggio di Venerdì 27 settembre alcuni studenti del Liceo Artistico "E.Galvani" hanno partecipato al FFF di Pordenone al parco dei laghetti di Rorai dove sono stati piantati circa 500 nuovi alberi. ---------------------------------------------------------------------------

Buon anno scolastico

Buon anno scolastico.

Un saluto a tutti. Mi presento: sono Enrico Quattrin. Con queste parole desidero augurare all’intera scuola un anno ricco di soddisfazioni professionali ed umane. Ho atteso per scriverle: avevo la necessità di guardarmi attorno e capire la situazione: ora posso formulare le mie prime riflessioni pubbliche. Quanto ho da dire non sarà complicato: questa scuola è la scuola più bella del mondo. Certo, ci sono parecchie cose che preoccupano me e noi tutti: la mia prima impressione, lo confesso, è stata quella di dover affrontare una sfida impossibile: qualcosa come partecipare ad una gara ciclistica con una bicicletta senza una ruota. Ma oggi vi dico: non ci manca nulla, realmente. Ci ho messo un po’ per capirlo, ma si sa che l’essenziale è invisibile agli occhi. Qui abbiamo una risorsa preziosissima, che è anche la nostra enorme responsabilità. Siamo un liceo artistico, l’unico dell’intera provincia, e dentro questa provincia bellissima siamo la scuola che ha il compito di custodire la bellezza, in ogni sua forma, usando ogni linguaggio, custodendo il passato e trasformandolo in futuro. E anche se sembra che ci manchi tutto, tante volte, non ci serve niente: tra studenti e docenti non manca la creatività, l’entusiasmo, la bellezza, la voglia di imparare e migliorare. Può bastare, se vogliamo, tutti insieme, inventare un modo. Se guardiamo all’essenziale, cosa serve davvero per fare una bella scuola? E’ scritto nell’ultimo CCNL, con un’espressione un po’ misteriosa: una comunità educante. Che vuol dire? Secondo me che affinché esista una scuola serve un maestro, un allievo, un’idea, e la capacità di intrecciare passato, presente e futuro; in particolare, cari studenti, servono le vostre idee, quelle che ancora forse neanche sapete di avere, quelle che qui dentro imparerete a creare. I limiti sono sempre un buon motivo per dare sfogo alla creatività. Vorrei una scuola dove l’errore porta a nuove scoperte; vorrei una scuola dove la bellezza è presa sul serio. Vorrei una scuola in cui nessuno si senta sbagliato, soprattutto: e dev’essere per questo che sono finito qui. Ora posso anche presentarmi, sono il vostro apprendista dirigente scolastico; apprendista non è parola che sminuisce, ma che sottolinea la necessità di apprendere, sbagliando anche, migliorando sempre.  Ora, sono pienamente consapevole che avrei potuto dire: “scuola inclusiva”, “Long Life Learning” e altre cose del genere, come dicono quelli bravi, chiusi negli uffici. Ma nonostante la mia famiglia provenga da questa meravigliosa regione, vengo da un quartiere dell’estrema periferia di Roma, e ho imparato negli anni che il gergo ministeriale va tradotto in lingua umana, se non si vuole morire di freddo, se vogliamo incontrarci. Ed ho imparato che non conta mai quel che vorresti dire ma sempre solo quello che hai da dire: bisogna essere onesti, sempre, dentro una scuola. Vi chiedo di esserlo. Proverò ad esserlo. E bisogna lavorare di più, per dimostrare qualcosa; mi impegno anche in questo e vi chiedo altrettanto. Io vorrei una scuola terribilmente seria, sapete? Così seria da sapersi riempire di sorrisi: siamo qui tutti a fare la cosa che preferiamo, che abbiamo scelto e desiderato. Non mi spaventa la confusione; ma la rappresentazione della confusione non deve mai essere una rappresentazione confusa, e la libertà impone i suoi doveri, ogni giorno. Vorrei una scuola piena di persone. Vorrei una scuola piena di bellezza. Vorrei una scuola piena di persone che creano bellezza, e di bellezza che educa le persone. Il mio lavoro è ora prendermi cura di tutto questo. Mi impegnerò, come sono certo farete anche voi tutti. Buon anno, a voi tutti: studenti, genitori, docenti e personale tutto.


Libri di testo A.S. 2019/2020

Si pubblicano di seguito gli elenchi dei libri di testo in adozione per l'anno 2019-2020 per tutte le classi del Liceo

Decreto costituzione Comitato di Valutazione docenti per il triennio 01.09.2018/31.08.2021

Si pubblica il Decreto di costituzione Comitato di Valutazione docenti per il triennio 01.09.2018/31.08.2021

Concorsi per l'accesso ai ruoli provinciali relativi ai profili professionali dell'area A e B del personale ATA

Indizione dei concorsi per titoli per l'accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell'area A e B del personale ATA. Indizione dei concorsi nell'anno scolastico 2018-19. Graduatorie a.s. 2019-2020

Mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per l' a.s. 2019/2020

Mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per l' a.s. 2019/2020: trasmissione dell'Ordinanza Ministeriale relativa alla mobilità del personale della scuola e dell'Ordinanza Ministeriale relativa alla mobilità degli Insegnanti di R






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